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Può essere interessante
sapere che in Italia gli editori cattolici rappresentano un "fenomeno unico" che
non ha riscontri per quantità e qualità - come ha scritto 'Settimana' - a
livello europeo. Il documento della Cei ha dato risalto all'editoria cattolica.
Esistono infatti 48 editori di cui 13 di congregazioni e istituti, con 105
librerie legate alle quattro principali "catene" (San Paolo, Paoline, Ancora dei
Pavoniani, Ldc dei Salesiani). Padre Alfio Filippi, dehoniano, presidente
dell'Unione degli editori e librai cattolici (Uelci), ha presentato questi dati,
commentandoli, durante la conferenza di presentazione del Direttorio. Ha
sottolineato che queste cifre significano che esiste un "radicamento" nel
territorio che vuol dire un radicamento nelle parrocchie; agli editori cattolici
va il merito di aver contribuito alla diffusione della teologia del Concilio. Il
postconcilio sarebbe stato diverso e peggiore in Italia se non ci fossero stati
gli editori cattolici prima con le traduzioni dei documenti poi con la
diffusione dei documenti pastorali di vario livello: esperienza efficace che
tuttora continua. Prima di concludere va tenuto conto delle indicazioni per i
sacerdoti in televisione. La loro presenza dovrà essere valutata "caso per caso"
in accordo, almeno presunto, con il proprio vescovo, evitando la partecipazione
a programmi di "mero intrattenimento" o che per la loro collocazione e per le
modalità espressive possano essere tacciati di futilità o di superficialità. Il
Direttorio sottolinea ancora che "una presenza qualificata e in contesti
adeguati può essere valida e da promuovere", ma soggiunge "Nessuno tuttavia ha
il diritto di parlare a nome della Chiesa o se lo fa deve essere investito di
tale incarico".
Franco Peradotto in "Vita Pastorale" del febbraio
2005, pagg. 93-94

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